Premio
Dialogare Prosa - 2003

Per conoscere meglio Elena Rondi ....
Il suo itinerario?
Il mio è stato un percorso a tappe. Durante gli anni del liceo e dell'università,
scrivevo spontaneamente e con gioia. Mi divertivo a descrivere situazioni,
istanti, a fermare le immagini con la scrittura. Dopo gli studi di lettere,
lo scrivere è diventato un compito, più faticoso: cercavo di
fare dei racconti più strutturati, avevo esigenze diverse: ho perso
la spontaneità e parte del piacere. Negli ultimi anni, anche grazie
all'hobby della fotografia, mi è tornato il desiderio di realizzare
ritratti scritti. Ho ritrovato il piacere di prima, naturalmente con un'altra
consapevolezza.
Quali ostacoli ha incontrato sulla sua strada?
Il mio scrivere è stato ostacolato soltanto dal tempo che dedicavo
ad altre attività che mi interessano, oltre naturalmente a quelle quotidiane.
Che cosa la spinge a scrivere?
Il bisogno di fare ordine nei sentimenti per sdrammatizzarli, il desiderio
di dare ai dettagli del quotidiano il loro valore e piacere di quell'intimità
che nasce dal raccontare in silenzio.
Pensa che esista una scrittura specificatamente femminile?
Nella scrittura ognuno attinge alla propria esperienza, sia essa maschile
o femminile, comunque unica. Penso che esista una sensibilità specificamente
femminile nel modo di leggere, cioè di recepire il messaggio.
Dopo il premio, quale progetto?
Dedicare più tempo alla scrittura. Il fatto di aver ricevuto una conferma
mi incoraggia a continuare.
Un sogno nel cassetto...?
Vincere un premio è un sogno e si è realizzato oggi. Adesso
ne devo infilare uno nuovo nel cassetto, ma non ci ho ancora pensato.
(a cura di Claire Fischer)