Premio Dialogare 2004
Narrativa

Testo premiato "Made in Italy"

Per conoscere meglio Claudia Manselli....



Il suo itinerario o come si fa a diventare scrittrice.
Ho cominciato a scrivere più di dieci anni fa, ma solo dopo due corsi con Dacia Maraini ho sentito di avere il permesso di scrivere. La prima volta che ho letto in pubblico un mio racconto ho creduto che nessuno mi avrebbe più voluto bene, come una bambina cattiva. Per il resto credo che per imparare a scrivere non si possa far altro che lottare per anni con le proprie pagine, per portarle a quell’idea di scrittura che ognuno si porta dentro.

Che ostacoli ha incontrato sulla sua strada?
Gli ostacoli più grossi erano e sono dentro di me. Fino a poco tempo fa il mio nome accanto alla parola “scrittrice” mi sarebbe sembrato un atto di presunzione, eppure una parte di me sa di potersi considerare tale. Il successo, la pubblicazione presso un editore importante è poi un’altra cosa ancora. Per questo l’accoglienza che il mio racconto ha ricevuto a Lugano è stato un regalo bellissimo.

Che cosa la spinge a scrivere?
Il mio modo più vero di comunicare è attraverso la parola scritta. In un primo momento l’ho fatto per capire me stessa e vincere la timidezza raccontandomi. Poi la possibilità di inventare una realtà parallela con persone e storie immaginate da me, mi ha quasi fatto sentire Dio. La solitudine è diventata indipendenza.

Pensa che esista una scrittura specificatamente femminile?
Chi scrive trasferisce sulla pagina la propria storia, la propria epoca, la propria visione del mondo e il proprio sesso, evidentemente.

Dopo il premio, quale progetto?
Il premio è stato un incoraggiamento a continuare, che poi è il mio progetto più ambizioso.

Uno sogno nel cassetto.
Vorrei attraverso la scrittura comunicare profondamente, che qualcuno leggendomi pensasse: “Ecco anch’io sento questo e lei l’ha detto per me”.

claudiamanselli@yahoo.it

(a cura di Claire Fischer)