Premio
Dialogare 2006
Narrativa
Testo premiato "Disincanto"
Per conoscere meglio Cristina Foglia....

Cristina Foglia è nata a Lugano, ma vive
da oltre ventanni a Locarno. Dopo una breve incursione nellinsegnamento
e alcuni viaggi allestero, ha gestito una galleria darte e nel
1984 ha iniziato a lavorare nel giornalismo allEco di Locarno. Dal 1988
è redattrice alla Radio svizzera di lingua italiana. Fino al 98 ha
fatto parte della redazione dellinformazione per poi passare al settore
cultura (Rete 2). Si occupa di cinema, letteratura e arti figurative.
Il pubblico ticinese conosce la giornalista, non conosce però la
scrittrice. Ci può raccontare il Suo percorso letterario?
Ho scritto talmente poco allinfuori del mio lavoro che non posso parlare
di vero percorso letterario. Al massimo un sentierino, che a volte si perde
nellerba alta
Come tante donne ho scritto e scrivo per me sola,
nei momenti di crisi, per cercare di mettere le idee in chiaro, oppure in
vacanza, sotto forma di diario di viaggio. Ma sono tutte cose che ho tenuto
per me. Una volta, anni fa, ho provato a mettere insieme un raccontino ma
senza troppa convinzione. Questa è la prima volta che scrivo un testo
di fantasia e lo mando a un concorso.
Che cosa significa per Lei scrivere per un concorso?
Cè differenza dallo scrivere per un pubblico radiofonico?
Significa esporsi in prima persona. Perché un conto è riferire
quel che fanno e dicono altri, e un conto è tirar fuori qualcosa di
tuo. Cè come sempre la paura del giudizio, quel giudizio che
nel mio lavoro mi capita spesso di esprimere: questa cosa è interessante,
questa vale poco. Ed ora di colpo sei tu a trovarti dalla parte dei
giudicati. Anche questa intervista per me è una novità. Di solito
sono io a fare le domande!
Che cosa la spinge a scrivere?
Domanda difficilissima. Scrivo poco ma mi piace raccontare. Il racconto, orale
o scritto, è qualcosa che mi affascina da sempre. La mia nonna mi raccontava
la sua infanzia e mi incantava, mia madre mi ha letto molte favole, mio padre
ha sempre comici aneddoti che riguardano lui o i suoi amici. Sono cresciuta
in un crocevia di storie che mi hanno trasmesso il gusto del raccontare. Scrivere
è mettere un racconto sulla carta. E qui le regole cambiano, non cè
la voce, non cè la mimica facciale. Creare quel tipo di fascinazione
non è semplice. Io leggo molto e quando leggo cerco di capire cosa
fa di una frase qualsiasi una frase riuscita, una frase forte. In letteratura
ho dei gusti abbastanza definiti: mi piace la scrittura lineare, senza orpelli,
i racconti che nascono da fatti insignificanti. Amo molto gli scrittori che
sanno indagare lanimo umano: attraverso piccoli indizi come Catherine
Mansfield o Anton Cecov, o nelle ricche trame di Joseph Conrad. Ma mi piace
anche lefficacia narrativa di Plinio Martini e leggere Camilleri , specialmente
i suoi primi libri, mi ha fatto un gran gusto
Quale pubblico si immagina (o magari desidera)?
Oddio siamo già al pubblico? Vediamo...tutti quelli che amano sentire
delle storie. Non scrivo per nessuno in particolare.
Come ha accolto la notizia della vincita del Premio Dialogare?
Una sorpresa! Mi ha dato un senso di contentezza immediato, come da bambini.
(E anche un colpetto allautostima, che in noi donne è sempre
un po bassina
)
Ma sì, se uno partecipa a un concorso sta
alle regole e quindi accetta di essere
eletto o escluso. Ormai viviamo in
una società talmente competitiva che solo chi
emerge diventa degno
di attenzione. Ho accettato la sfida. Avevo per le mani
una storia forte,
verosimile : una ragazza vissuta all inizio del Novecento che
decide
di partire e abbandonare suo padre. Il racconto si ispira ad una lettera
che
esiste realmente, la lettera del fotografo bleniese Roberto Donetta a sua
figlia Brigida. E raccolta nell archivio di questo affascinante
personaggio che
si trova nella casa rotonda di Casserio, frazione di Corzoneso.
Dopo il premio, qualche progetto?
Sono una pigrona. Scrivo tutta la settimana per lavoro e quando torno a casa
non ho voglia di sedermi ancora al computer.
Mi piace uscire, stare coi
mie amici.
Ma cercherò di dare un senso a questo premio, insomma proverò
a mettermi di buona lena. Qui non si tratta di ispirazione, ma di un atto
di volontà. Se fosse dipeso da me non avrei magari neanche scritto
Disincanto. Estato il mio
compagno a esortarmi, con una
battuta. Mi ha messo sotto gli occhi la notizia del concorso e mi ha detto
forza, se vinci qui ci sono quasi cento pizze. Mi sono fatta
una risata.
Adesso non so se ci mangeremo cento pizze..
(a cura di Claire Fischer)