Premio Dialogare 2009
Narrativa


Testo premiato Il fim di Thérèse

Per conoscere meglio Alessia Ballinari


Ci può raccontare il Suo percorso letterario?

Più che un percorso direi che si tratta piuttosto di un inizio: diciamo che ho sempre voluto scrivere, ma solo raramente ho dato forma compiuta ai pensieri sparsi per i vari taccuini.
Dal 2005 al 2008 ho collaborato alla rivista interculturale online www.bazarmagazine.ch, dove ho pubblicato interviste e articoli di approfondimento, oltre a brevi racconti più o meno legati alle mie esperienze di vita in Inghilterra. All’università ho partecipato a laboratori di scrittura creativa e giornalistica, e successivamente mi è capitato di utilizzare la scrittura a scopi professionali. È da poco che ho deciso di investire di più nella scrittura: il racconto per il Premio Dialogare è il primo risultato di questo proposito.

Che cosa la spinge a scrivere?

Di preciso non saprei. Penso la voglia di comunicare, parlare di temi che mi stanno a cuore. Poi c’è anche qualcos’altro: una sorta di soddisfazione nel vedere una certa frase scritta su un foglio, nero su bianco, o leggerne il suono ad alta voce, e sentire che le parole fluiscono riuscendo a esprimere esattamente quello che avevo in testa. Purtroppo non capita spesso: sono molto esigente nello scrivere, direi che è quasi una fatica per me. Prima di cominciare mi chiedo un’infinità di volte perché scrivo, se ho davvero qualcosa da dire perché non sia soltanto un esercizio di stile, o uno sfogo personale: se non sono convinta (come spesso accade), lascio perdere.

Scrive abitualmente per sé o si è già confrontata con il pubblico?

Mi sono confrontata con il pubblico attraverso la rivista online www.bazarmagazine.ch, e mi confronto con il mio pubblico privato di amici quando sottopongo loro le mie bozze. Scrivo anche per me, a volte, ma la considero una cosa a parte.

Scrivere per una giuria, l’ha condizionata o particolarmente stimolata ?

Più che altro mi ha stimolato l’idea del concorso, con una scadenza e una traccia già data. Spesso ho difficoltà a trovare il tempo per scrivere: immagini e parole mi si affollano in testa continuamente, ma quando -finalmente- arriva il momento di buttarle giù, è troppo tardi: le idee confuse e gli incerti slanci sono già stati soffocati da una raffica di obiezioni interne! Per cui avere un tema, una giuria, e soprattutto una scadenza mi ha aiutato ad arrivare fino in fondo.

Quale pubblico si immagina (o magari desidera)?

Non immagino davvero un pubblico, ma ogni tanto penso a qualcuno in particolare, amici o famigliari, e mi diverto ad immaginare le loro ipotetiche reazioni di fronte ad un mio testo. Spingendomi più in là, nel territorio dei sogni, mi piacerebbe un pubblico trasversale; in altre parole, mi piacerebbe scrivere qualcosa di semplice ma profondo che riuscisse a toccare le corde di persone diversissime tra loro.

Come ha accolto la notizia della vincita del Premio Dialogare?

Con estrema soddisfazione e gioia. È per me un importante riconoscimento e una spinta a continuare. Lo scorso autunno mi ero prefissata due cose: smettere di fumare e scrivere un racconto (compiuto!) entro la fine dell’anno. Ho quindi spento l’ultima sigaretta (per davvero, non come lo Zeno del romanzo di Italo Svevo) e mi sono messa a scrivere, sforzandomi di non lasciar perdere al primo dubbio. Il risultato è stato il racconto per il concorso di Dialogare, e il premio ottenuto mi ha lusingato moltissimo. Continuerò quindi a scrivere (e a non fumare).

Dopo il premio, qualche progetto?

Sì, troppi! Ho appena cambiato paese e occupazione, per cui mi trovo in una nuova fase di scoperta e novità, con tutta la fatica che comporta fare e disfare le valigie, e cominciare qualcosa di nuovo. In generale, dal punto di vista professionale vorrei avvicinarmi al settore che maggiormente mi interessa (l’editoria), e magari fare in modo che lettura e scrittura diventino parte integrante della mia attività professionale. Per quanto riguarda lo scrivere, vorrei riuscire a sviluppare questa attività anche nel tempo libero, magari dando forma ad un progetto più lungo e articolato.

…o un sogno nel cassetto?

Diciamo che i miei sogni si confondono con i progetti: per il momento, non sono ancora riuscita a capire bene la differenza.

Nota biografica
Sono nata e cresciuta a Bellinzona, dove ho vissuto fino al termine degli studi liceali. Ho studiato Lettere Moderne all’Università di Bologna, e nel marzo 2006 mi sono laureata con una tesi in sociologia della letteratura dal titolo “Voci dall’altra Europa: scrittori migranti dai Balcani”. In seguito ho svolto alcuni periodi di tirocinio professionale a Bologna, nell’ambito della comunicazione e dell’organizzazione eventi culturali. In Ticino ho lavorato per un periodo presso il settore comunicazione delle FFS, e dall’ottobre 2007 fino a febbraio 2009 ho vissuto e lavorato a Southampton, Inghilterra, dove mi sono occupata di traduzioni e revisione testi per Wessex Translations. Da marzo 2009 seguo invece un Master in redattore di editoria libraria a Milano, organizzato dall’Università di Milano in collaborazione con la Fondazione Mondadori e l’Associazione Italiana Editori.
Dal 2005 al 2008 ho pubblicato sulla rivista online www.bazarmagazine.ch interviste, articoli e brevi racconti sulla mia esperienza di vita in Inghilterra. Amo la letteratura, i libri, la gente, i viaggi; mi piacciono le arti figurative, il cinema e le lingue.

Bibliografia

- www.bazarmagazine.ch

- “Voci dall’altra Europa: scrittori migranti dai Balcani”. Tesi di laurea, Dipartimento di Italianistica, Università di Bologna, 2006.



(a cura di Claire Fischer)