Premio Dialogare 2009
Narrativa


Testo segnalato Una donna come te

Per conoscere meglio Paola Galli


Ci può raccontare il Suo percorso letterario?

Ho cominciato a scrivere tardi, poco prima del pensionamento, perché in realtà non mi sono mai pensata come una scrittrice, ma come una persona occupata a fare altre cose, insegnamento e attività sociali, e solo saltuariamente impegnata a ritagliarsi un piccolo spazio personale in cui lasciarsi andare alla scrittura. Un po' come un optional piacevole, ma occasionale. In realtà mi rendo conto di quanto mi piaccia la scrittura, come mi piace, e la pratico da sempre, la lettura di narrativa, in particolare quella femminile, nei riguardi della quale sono via via diventata, come succede, notevolmente selettiva. Mi interessa soprattutto il racconto, un organismo completo in se stesso. Non ho grande interesse per lo svolgimento dell'azione, che caratterizza il romanzo, mi emoziona di più individuare un punto centrale, uno scarto a cui corrisponde un momento di forza emotiva, come dice una brava scrittrice di cose femminili, Grazia Livi. Intorno a questo elemento nasce e si svolge poi il piccolo universo del racconto. E poi il racconto, se è di qualità, non ha cadute di stile, mentre il romanzo le ha quasi inevitabilmente e anche momenti di noia.

Che cosa la spinge a scrivere?

E' importante la domanda su cosa mi spinge a scrivere. Credo che, come per altri, avvenga per esprimere qualcosa a cui tengo e nel tempo stesso per creare un punto d'incontro, perché certamente qualcosa di quello che si dice toccherà nel vivo qualcuno. Almeno è quello che si spera quando si scrive.

Scrivere per una giuria, l’ha condizionata o particolarmente stimolata ?

Che la giuria fosse tutta femminile non lo sapevo, ma in ogni caso sottoporsi a una giuria mi pare stimolante (se mai il condizionamento viene dal titolo), anche se resta sempre l'incognita di non sapere se si entrerà in sintonia. In questa occasione ho pensato che mi interessa entrare in rapporto con il gruppo di "Dialogare" che, come me in fondo, è interessato a creare possibilità di lavoro e di inserimento nella produttività. Mi pare di poter dire che, in situazioni diverse, abbiamo in fondo le stesse finalità.

Per quale pubblico scrive?

Il pubblico da cui mi aspetto maggiore comprensione è, in linea generale, quello delle donne e non a caso le poche cose che ho scritto hanno le donne come protagoniste.

Dopo il premio, qualche progetto? …o un sogno nel cassetto?

Sì, un sogno o meglio un progetto ce l'ho e ho anche incominciato a dargli forma: un libro sulle giovanissime ragazze rom del villaggio del "Poderaccio" contiguo al quartiere dove abito, ai loro precoci matrimoni, più o meno forzati, alla loro impossibilità di continuare gli studi e di entrare con dignità nel mondo del lavoro. Per realizzare questo libro mi occorrono ancora molte interviste, che non è facile fare, senza creare sentimenti di diffidenza. So che mi dovrò impegnare.

Nota biografica

Sono nata e ho sempre vissuto a Firenze, dove ho insegnato materie letterarie negli Istituti Tecnici. Dopo la scuola ho lavorato in "Un ponte per Baghdad" e in una piccola associazione che forniva audiocassette per non vedenti "Ascoltare un libro".
Da 11 anni collaboro con una cooperativa sociale che fa lavorare donne rom o comunque svantaggiate. Offriamo al pubblico un servizio di cucito e stiratura.

Bibliografia

Madre e handicap, Feltrinelli ed., Milano, 1988 (Giuliana Ponzio e Paola Galli)
Una vita segreta, Gazebo ed., Firenze, 1999
Un'identità intermedia, Tufani ed., Ferrara 2006
 
Nel sito seguente può vedere il video trasmesso su RAI 2 riguardante la cooperativa sociale di cui parlo sopra.
 
http://www.unmondoacolori.rai.it/sito/scheda_puntata.asp?progid=236



(a cura di Claire Fischer)