Premio Dialogare 2007
Narrativa

Testo segnalato "Non permettere a questo giorno di finire"

Per conoscere meglio Giovanna Corrent-Lepori....



Giovanna Corrent-Lepori è nata a Bellinzona. Dopo il liceo classico, frequenta l’Università di Zurigo, dove ottiene la patente di docente di matematica e tedesco.
Rientrata in Ticino, esercita la sua professione nella Scuola Media. Si dedica in particolare alla didattica della matematica, collaborando con l’Alta Scuola Pedagogica e partecipando alla stesura di libri di testo.

Perché scrivere?
Ad essere sincera, più che scrivere per me è una necessità leggere. Nella mia professione sono circondata dalla perfezione dei numeri e delle forme: dopo il lavoro sento quindi il bisogno di immergermi nelle contraddizioni e negli errori così umani dei personaggi di un buon libro. Adoro scrittori come Philip Roth, Abraham Yehoshua e José Saramago che raccontano storie tanto improbabili quanto reali, nelle quali il cambiamento di una variabile secondaria innesca una svolta improvvisa e radicale nel percorso dei protagonisti.

Perché il concorso Dialogare? Per il tema o per voglia di scrivere?
Più che altro credo di avere raccolto una sfida, di quelle che a una donna di 40 anni capita di affrontare sempre più spesso: dato che smettere di fumare mi sembrava molto più difficile, ho provato a scrivere un racconto per il concorso! In realtà, come raramente capita a questa età, mi sbagliavo: devo ammettere che scrivere è per me qualcosa di molto faticoso, è uno sforzo di concentrazione notevole, di quelli insomma che, senza una sigaretta, non puoi proprio affrontare…

Scrive abitualmente per sé o si è già confrontata con il pubblico?
Quello che abitualmente scrivo sono i problemi di matematica e il pubblico sono i miei allievi: decisamente meno stimolante dal punto di vista letterario, anche se è senz’altro un buon esercizio dal punto di vista della chiarezza e, perché no, della fantasia. Mi piace infatti inventare problemi nuovi, creare situazioni particolari e divertenti. Se il testo è valido, il mio giovane pubblico si getta con entusiasmo nella ricerca della soluzione; in caso contrario niente fischi ma sbadigli e sguardi assenti assicurati

Come ha accolto la notizia della vincita del Premio Dialogare?
Naturalmente con molto piacere, ma con altrettanto imbarazzo: in quel momento mi sono resa realmente conto che il mio racconto era stato letto da diverse persone e che, in futuro, sarebbe stato per chiunque a portata di “mouse”. L’ombra dei fratelli Mendelssohn, i protagonisti del mio racconto, saprà resistere all’illuminazione di migliaia di pixel di uno schermo?


Dopo il premio, qualche progetto?

Intende progetto letterario? Sì, ho pensato di scrivere un libro sulla mia cerchia di amici e parenti, raccontando semplicemente le nostre storie, generate da variabili libere e trasformate in strutture frattali. Naturalmente in questo caso niente web.

. …o un sogno nel cassetto?
Riuscire a smettere di fumare!



(a cura di Claire Fischer)