Il
15 dicembre 2003 è stato chiuso il concorso di narrativa/riflessione
aperto il 15 giugno 2003 e al segretariato di Dialogare sono giunti
60 lavori
da varie parti del Ticino e dallItalia. Tema Straniera
tu, straniera io
Da una società, sempre più multietnica
e multiculturale, emerge ormai in termini urgenti il problema dellaccoglienza
e della convivenza. Come lo affronti e come lo vivi? Sei libera/libero
di proporre la tua esperienza nella forma che preferisci: una riflessione
sulla società o un racconto.
Il testo, in lingua italiana, inedito e della lunghezza massima di
3 cartelle (10'000 segni inclusi gli spazi) Il verdetto della giuria
La giuria Osvalda Varini, presidente
Carla Agustoni
Alma Bacciarini
Luciana Bassi Caglio
Franca Tiberto
Luciana Tufani
In questo testo una torinese, a bordo di un autobus, registra le immagini di
una città che con larrivo degli stranieri ha cambiato fisionomia
suscitando in lei un disorientamento sempre più sofferto, che finirà
nella psicosi. Il tranquillo e prevedibile orizzonte di questa donna, senza
figli, senza una professione e con un marito forse infedele, sembra ai suoi
occhi sfaldarsi e crollare sotto lurto della folla colorata e rumorosa
degli extracomunitari. Che rende colpevoli del suo stesso mal di vivere. Con
una scrittura chiara e nitida, viene descritto lo straniero che invadendo gli
spazi, una volta familiari, rende il mondo quanto mai minaccioso. La protagonista,
che sembra perdere qualsiasi punto di riferimento in una città totalmente
cambiata, sa trasmettere ai lettori e alle lettrici, la paura irrazionale di
fronte al diverso.
Un
problema di udito di Alexandre Hmine, Lugano Intervista
al vincitore
Questo
testo offre un punto di vista degno di nota perché aggredisce largomento
non solo dallesterno ma dallinterno, non per imporgli una griglia
interpretativa, che se mai sta a noi elaborare, bensì per narrare
una concreta esperienza vissuta. Il giovane che scrive non semplifica le
situazioni, né le edulcora, e attraverso una serie di aneddoti ripescati
dalla sua memoria, illustra con efficacia la difficile situazione di chi,
senza essere veramente un estraneo né un integrato, si sente straniero
sia in Svizzera dove è nato, sia in Marocco, da dove proviene la
sua famiglia. Il testo ripropone a noi tutti, senza enfasi, e con un accattivante
tocco di humour, problemi che ci coinvolgono, anche di linguaggio, e che
rischiamo di conoscere solo attraverso approcci teorici, o fredde realtà statistiche.
Qui insomma la questione si pone nella sua autentica complessità,
in presa diretta.
**************** Motivazioni della giuria per gli scritti segnalati
Lettera
a Dante di Sonya Robbiani-Martini, Comano
Una lettera scritta da una svizzera ad un italiano, oggi rientrato in Italia,
che costituisce una vivace fotografia depoca: la Zurigo degli anni 60,
quando gli stranieri estranei erano gli italiani e persino i ticinesi.
Uno scambio di usi e costumi che ha elvetizzato gli italiani e italianizzato
gli svizzeri. Una lettera che suscita linteresse dei lettori, in particolare
di chi ha vissuto in quegli anni a Zurigo. Oggi a distanza di 40 anni, la stessa
città si è trasformata e ha integrato le tante cose belle che
quellemigrato aveva pur portato. Il saggio obbliga a ripensare alla situazione
attuale, dove lo straniero non è più litaliano, ma lextracomunitario,
che di nuovo viene visto come completamente estraneo al nostro ambiente. Chissà che
tra 40 anni, queste nostre città
non abbiano avuto la stessa capacità di Zurigo, integrando usi e costumi
a noi oggi tanto lontani, e aprendosi così a nuovi orizzonti?
La
strada per Basia di Marina Giovannelli, Udine
Nel racconto una figlia che non può accudire la madre si sente sollevata
nel delegare questo compito, ma percepisce anche tutto il disagio di fronte
alla badante, che non riesce a capire. Le badanti,
persone straniere, che sentiamo lontane e vicine nello stesso tempo, persone
che trasferiscono qui a pagamento quello che nel loro paese è ancora
un modo di vita. Il racconto affronta senza retorica la tematica della difficile
accettazione dello straniero. Largomento, sviluppato in modo coerente
e approfondito, rivela latteggiamento contraddittorio di chi dello straniero
ha bisogno e con lo straniero è a suo modo solidale, ma è irrimediabilmente
urtato dalle piccole differenze che emergono nel rapporto quotidiano. Questo
imbarazzante sentimento della protagonista è descritto dallautrice
senza moralismi e, ugualmente senza moralismi, sarà superato grazie
a un ponte gettato fra due donne diverse, fra due culture che non comunicano.
Un ponte fatto di poesia e creato da una donna.
La premiazione ufficiale è avvenuta
martedì 10 marzo 2004
allUniversità della Svizzera italiana, Lugano