Il
15 dicembre 2006 è stato chiuso il concorso di narrativa/riflessione
aperto il 15 giugno 2006 e al segretariato di Dialogare sono giunti
65 lavori
da varie parti del Ticino e dallItalia. Tema L'ombra
Il testo doveva rispettare le seguenti condizioni: in lingua italiana, inedito
e della lunghezza massima di
3 cartelle (10'000 segni inclusi gli spazi) Il verdetto della giuria
La giuria Osvalda Varini, presidente
Carla Agustoni
Monica Piffaretti
Luciana Bassi Caglio
Franca Tiberto
Luciana Tufani
ha espresso il seguente verdetto: Vince il premio
di Fr 1'000.-
il racconto
Tutti
i miei cari
di Alina
Rizzi,
Como
Tradita dalla normalità. Niente di straordinario né di allarmante
nell'ambiente di vita che circonda la protagonista di questa storia: una bambina
di nove anni, tradita invece proprio dall'apparente normalità. In una
casa come tante altre, in una città come tante altre, accanto a una
madre, che sembra accudirla affettuosamente - le ha cucito un cappottino, l'ha
portata a giocare sulla neve- la bambina diventa la vittima del più
incomprensibile e insidioso oltraggio. Un abuso sessuale, compiuto sistematicamente,
con la silenziosa complicità dei suoi cari.
"Tutti i miei cari", s'intitola, appunto, il racconto in cui si dà voce
a questo silenzio. Con toni sommessi, attraverso un uso calibrato delle parole,
mai una di troppo e mai una gridata, si fa vivere, qui, una situazione di orribile
ma accettata violenza, frutto di una sorta di tacito patto: un giovane corpo
venduto a un amico di famiglia in cambio di qualche regalo. Cose che succedono
nell'intimità delle case, come confermano le statistiche degli abusi
sessuali su minori, Per squarciare questo silenzio sono bastate all'autrice
due scarne paginette: ma di grande spessore e intensità.
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Motivazioni
della giuria per i racconti segnalati
Non permettere
a questo giorno di finire di Giovanna Corrent, Bellinzona Di un tema dolorosamente comune, il disconoscimento del genio femminile
sacrificato a spese di quello maschile, il racconto dà una versione
originale e fresca. La vicenda della grande compositrice Fanny Medelssohn
è raccontata attraverso le riflessioni del celebre fratello, che un
po alla volta sembra rendersi conto del dramma della sorella. La presenza
di un immaginario personaggio femminile che osserva dallesterno vivacizza
la trama e dà un tocco finale di speranza. Infatti il compositore parlando
a questa giovane inserviente che lo sta ad ascoltare, riconosce che: a Fanny
nessuno potrà più ridare ciò che le abbiamo tolto, ma
tu, non aspettare, non permettere a questo giorno di finire. Aliti
di .. ALZHEIMER
di Silvana Candeloro, Canobbio
Licia e il suo Vanni, una storia damore al tempo dellAlzheimer,
ben costruita e scritta con una penna sensibile e delicata. Una storia poetica
e drammatica che porta - e non è facile - un raggio di luce e di umanità
là dove regnano incontrastati paura, buio, solitudine e il graduale
annientamento dellio. Un io ridotto a vuota crisalide. La protagonista
del racconto, persa nella nebbia e fra i frantumi della memoria, deve lasciare
la propria abitazione perché ormai incapace di gestirsi. Deve dire addio
a quella casa di vita vissuta, dove lombra del suo Vanni accompagna muta
il quotidiano farneticare dandogli un ritmo e un senso almeno apparente. Un
caffè, un bacio, un orologio: tutto per lui, linvisibile amato
compagno. E ora? Ecco che in uno sconosciuto nuovo altrove, cioè una
casa per anziani, la donna, che si è portata con sé il ritratto
di Vanni, incrocerà due nuovi occhi azzurri, anche loro offuscati. Ai
balbettii di Licia risponderanno incomprensibili parole. Poi due mani si stringeranno.
Perché Licia lo avrà ritrovato.
Un happy end che fonde amore e dolore, senza per questo banalizzare il dramma
umano che li origina.
-La
premiazione ufficiale è avvenuta
giovedì 8 marzo 2007
all'Istituto di teologia, Lugano