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CONCORSO DI SCRITTURA |
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P r e m i o
D i a l o g a r e
2008
Motivazioni della giuria Titolo Ifigenia se ne va UN'IFIGENIA DI OGGI, E TICINESE Doveva essere, ne aveva tutti i requisiti, un viaggio senza storia. Attraverso il Gottardo verso sud, lungo un itinerario che, per i ticinesi, si carica di un significato simbolico rassicurante: il rientro a casa. Non così per la protagonista di questo racconto: una tredicenne, a bordo di un'auto di lusso, con i genitori. Per lei, infatti, è il rientro in un incubo, in una casa dove subisce la violenza di un padre, che ne abusa, e l'indifferenza di una madre, frivola e assente. Proprio durante il viaggio, matura la decisione di ribellarsi al suo destino di vittima, di nuova Ifigenia. Ma inutilmente. La sua verità non è ascoltata. E si autocondanna.
Motivazioni
della giuria per i racconti segnalati Il Monte Lema, la sua aspra natura ed il tramonto dell’epoca del contrabbando, con il suo piccolo mondo antico di bricolle, spalloni e cacciatori, fanno da sfondo a questo racconto dai tratti tanto essenziali quanto forti. In poche righe, senza una parola di troppo, si racconta di una travolgente passione, a cavallo del confine italo-svizzero. Una passione che rompe gli argini delle convenzioni. Siamo negli anni Quaranta: una donna, dai sensi acuti come quelli di una lupa e l’attenzione di una volpe, girovaga sulla sua montagna. Solitaria e a suo modo istintivamente ribelle, lassù fra le cime conosce finalmente l’amore, un contrabbandiere-cacciatore che poi non rivedrà mai più. Come una fugace apparizione svanirà lui e, con gli anni, svaniranno anche quello strano mondo di traffici con tutti i suoi protagonisti. Un mondo che l’autrice descrive in uno stile sempre sobrio aborrendo l’enfasi. Si chiuderanno, infine, le ultime gelosie del paesino sul Lema e anche la donna, salendo un’ultima volta sulle pendici del monte a lei così care, chiuderà la sua. Per sempre. L’ultimo viaggio.
In un drammatico racconto-verità, con tatto e sensibilità, viene affrontato un tema molto attuale: quello dell’emigrazione verso il nostro paese alla ricerca di una terra promessa. Una terra che si rivela sporca, perché sporco dentro è colui che promette di ‘far vedere la neve’ ad una ragazzina e sua madre, le due protagoniste che fuggono dalla miseria di un non ben definito sud del mondo, che però li può simboleggiare tutti, portandole nel nostro ricco paese. Ma fin dalle prime battute del racconto, con un suo stile molto diretto che scolpisce la trama con la cura di piccoli dettagli, è chiaro: quella sua neve è zozza, volgare e per finire anche violenta. La terra promessa è un inganno. La storia è descritta in prima persona e quell’io narrante così forte e così intimo conferisce al racconto ulteriore drammaticità.
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