CONCORSO DI SCRITTURA

 
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SCRITTI PREMIATI


testi - interviste

2011
La Lacrima
Sabrina Hilpisch

2010
Nimekisoma
Paola Celio Rossello

2009
Il fim di Thérèse
Alessia Ballinari

2008
Ifigenia se ne va
Tiziana Ortell

2007
Tutti i miei cari
Alina Rizzi


2006
Disincanto
Cristina Foglia


2005
Gli affetti di Emanuela
Anna Martano Grigorov


2004
Made in Italy

Claudia Manselli
Un problema di udito
Alexandre Hmine


2003
Variazioni su una
vecchia fotografia

Elena Rondi


2002
Lei libera a Kabul
Ketty Fusco

 
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dialogare Concorso 2007
P r e m i o D i a l o g a r e


2008


R a c c o n t o




Te
ma
Il viaggio



La giuria
Osvalda Varini, presidente
Monica Piffaretti
Luciana Bassi Caglio
Franca Tiberto
Luciana Tufani


ha espresso il seguente verdetto:

Vince il premio di Fr 1'000.-

il racconto

Ifigenia se ne va
di
Tiziana Ortelli , Cadro


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Motivazioni della giuria

Titolo Ifigenia se ne va
di
Tiziana Ortelli , Cadro


UN'IFIGENIA DI OGGI, E TICINESE

Doveva essere, ne aveva tutti i requisiti, un viaggio senza storia. Attraverso il Gottardo verso sud, lungo un itinerario che, per i ticinesi, si carica di un significato simbolico rassicurante: il rientro a casa. Non così per la protagonista di questo racconto: una tredicenne, a bordo di un'auto di lusso, con i genitori. Per lei, infatti, è il rientro in un incubo, in una casa dove subisce la violenza di un padre, che ne abusa, e l'indifferenza di una madre, frivola e assente. Proprio durante il viaggio, matura la decisione di ribellarsi al suo destino di vittima, di nuova Ifigenia. Ma inutilmente. La sua verità non è ascoltata. E si autocondanna.
A questa vicenda, che affonda le radici in una tragedia antica, l'autrice attribuisce i connotati credibili e inquietanti di un episodio della cronaca attuale. E lo fa, mettendosi dalla parte di una ragazza di oggi, adottandone la mentalità adolescenziale e il linguaggio schietto e diretto. La voluta ma accorta semplicità dello stile attribuisce una forza narrativa accattivante: che induce alla riflessione.


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Motivazioni della giuria per i racconti segnalati

"L'ultimo viaggio"
di Adriana Rigamonti , Pura

Il Monte Lema, la sua aspra natura ed il tramonto dell’epoca del contrabbando, con il suo piccolo mondo antico di bricolle, spalloni e cacciatori, fanno da sfondo a questo racconto dai tratti tanto essenziali quanto forti. In poche righe, senza una parola di troppo, si racconta di una travolgente passione, a cavallo del confine italo-svizzero. Una passione che rompe gli argini delle convenzioni. Siamo negli anni Quaranta: una donna, dai sensi acuti come quelli di una lupa e l’attenzione di una volpe, girovaga sulla sua montagna. Solitaria e a suo modo istintivamente ribelle, lassù fra le cime conosce finalmente l’amore, un contrabbandiere-cacciatore che poi non rivedrà mai più. Come una fugace apparizione svanirà lui e, con gli anni, svaniranno anche quello strano mondo di traffici con tutti i suoi protagonisti. Un mondo che l’autrice descrive in uno stile sempre sobrio aborrendo l’enfasi. Si chiuderanno, infine, le ultime gelosie del paesino sul Lema e anche la donna, salendo un’ultima volta sulle pendici del monte a lei così care, chiuderà la sua. Per sempre. L’ultimo viaggio.


“Noi che non avevamo mai visto la neve”
di Alfredo Carcano, Brusino Arsizio

In un drammatico racconto-verità, con tatto e sensibilità, viene affrontato un tema molto attuale: quello dell’emigrazione verso il nostro paese alla ricerca di una terra promessa. Una terra che si rivela sporca, perché sporco dentro è colui che promette di ‘far vedere la neve’ ad una ragazzina e sua madre, le due protagoniste che fuggono dalla miseria di un non ben definito sud del mondo, che però li può simboleggiare tutti, portandole nel nostro ricco paese. Ma fin dalle prime battute del racconto, con un suo stile molto diretto che scolpisce la trama con la cura di piccoli dettagli, è chiaro: quella sua neve è zozza, volgare e per finire anche violenta. La terra promessa è un inganno. La storia è descritta in prima persona e quell’io narrante così forte e così intimo conferisce al racconto ulteriore drammaticità.
Gli occhi, che guardano disperati la frantumata illusione di una vita più bella, sono quelli di una ragazzina dodicenne che vive il suo calvario, tentando, inutilmente, di proteggere la madre e i suoi sogni. Un calvario che, parallelamente, la quotidiana normalità della scuola di qui vorrebbe cancellare e che, con un ricovero al Neuro, si vorrebbe far dimenticare ripristinando l’apparente ordine delle cose. Qualcuno capisce, rompe gli schemi prestabiliti e in barba alle regole, procura un biglietto di sola andata. Lontano dalla neve. A casa.


La premiazione ufficiale è avvenuta
giovedì 6 marzo 2007
all'Istituto di teologia, Lugano